Hand review: Doug Polk vs Phil Hellmuth, la gestione del BB in multiway

Difendere il BB dopo che c’è stato un’apertura e uno o più call è una questione meno intuitiva di quello che possa sembrare. Da un lato riceviamo pot odds molto vantaggiose per il call, dall’altro ci troviamo in difficoltà postflop quando chiudiamo second o third nuts e tutti i soldi finiscono nel piatto.

Nei piatti multiway ci sono diverse considerazioni da fare e quelle che sembrano implied odds, per alcune mani si rivelano essere reverse implied odds: mi sto riferendo a mani che chiudono punti forti (colori, scale), ma non possono fare nuts, perché saranno dominate da colori o scale migliori.

Nella mano in questione si sta giocando con uno stack effettivo di 98.000$ e Hellmuth apre da HJ con QsTh a 1.100$, il BTN chiama con 2h2c e Polk decide di difendere il BB con Td7c. Questa difesa è un po’ troppo loose, anche se consideriamo il giocatore sul BTN come bersaglio. Ci troveremo fuori posizione rispetto a due giocatori e in multiway realizzare l’equity della propria mano è più complicato rispetto agli spot HU. La difesa ci potrebbe stare qualora avesse flattato SB e non BTN, in tal modo saremmo fuori posizione solo contro l’original raiser e ci sono molte più possibilità di vedere il turn in caso di check generale al flop.

Non si tratta di un errore terribile, ma è uno di quelli che possono dare vita a ciò che nel mio corso chiamo l’effetto composto: errori lievi commessi nel preflop o al flop, che si ingigantiscono strada per strada ogni volta che ci fanno ritrovare in situazioni marginali.
Ci sono 3.900$ nel piatto e il flop scende Js 9s 8h, sia Polk che Hellmuth floppano una scala, con Polk che può solo sperare in una Dama per splittare il piatto. I giocatori checkano fino al BTN che decide di puntare circa metà piatto (2.000$); su questo tipo di texture in multiway è davvero difficile avere fold equity, la bet appare un pelo troppo loose.

Polk opta per un check-raise a 7.000$, cercando di isolarsi con il giocatore loose da BTN. Questi board sono piuttosto complessi da gestire quando l’SPR è alto ed è importantissimo avere frequenze di slowplay con mani molto forti, con le quali vogliamo fare azione al turn o al river a seguito di un doppio slowplay se il runout lo consente. Molto spesso il board si accoppierà o si chiuderanno eventuali progetti presenti al flop e la nostra mano avrà difficoltà ad estrarre ulteriore valore, in alcuni casi diventando un mero bluffcatcher. Inoltre nei multiway vogliamo trovarci in situazioni in cui giochiamo piatti grossi con nuts contro mani molto forti, ma dominate. Questa mano non potrà mai avere nuts su questa texture ed è difficile che un giocatore decida di overplayare una doppia coppia su una texture del genere. Consideriamo anche che qualora ci ritrovassimo contro mani come AsTs o KsTs, saremmo praticamente in coinflip, quindi non vogliamo neanche giocarci lo stack contro mani di questo tipo – senza contare che siamo drawing dead (salvo split miracoloso) contro QT.

In multiway è preferibile limitarsi al call con una scala di questo tipo, se BTN è un giocatore molto loose vogliamo lasciargli la possibilità di speware con mani che hanno poca equity, in ogni caso abbiamo una mano che può bluffcatchare su quasi tutti i possibili runout contro un giocatore con queste tendenze. È possibile rilanciare a bassa frequenza con le combinazioni di T7 che hanno il T di picche, poiché riduce tantissimo le combinazioni che possono andare in semibluff e farci foldare la mano migliore – in tal caso si può snap foldare con la coscienza serena di essere sempre contro nuts. Ci sta rilanciare molto spesso QT, perché può estrarre valore su più runout (coolera tutti i T su turn o river 7) e perché è l’effettivo nuts. Si possono rilanciare in frequenza alcune combinazioni di set (molto raramente anche top 2), sia perché sono più vulnerabili, sia perché non vogliamo cappare il nostro range di raise quando il board si accoppia.

Hellmuth decide di shovare diretto per oltre 200BB e Polk dopo un lungo tank decide di fare quello che risulta un fold spettacolare per alcuni e triviale per chi ha familiarità con i solver.

Considerazioni finali

La mano è stata analizzata ampiamente da diverse fonti e tutti si sono concentrati sul fold contro lo shove di Hellmuth: il range di Hellmuth è estremamente polarizzato, può shovare QT, Txss e potenzialmente alcune combo di JJ, che domina tutti gli altri set e anche trovandosi contro QT non sarebbe drawing dead. Anche includendo tutte le combo di JJ il BB non può chiamare in modo profittevole T7.

Contro un range estremamente polarizzato (QT o monster draw) 99 e 88 hanno equity NETTAMENTE migliore di T7o. Volendo seguire una strategia equilibrio OR dovrebbe introdurre delle combo di JJ per peggiorare leggermente l’EV del call con 99 e 88.
Hellmuth può sicuramente avere un range di 3bet, ma lo shove appare eccessivo visto che si gioca per oltre 200BB; una size più contenuta consente anche di utilizzare dei blocker per bluffare e mette in grandissima difficoltà un giocatore che non sta check-raisando in modo estremamente polarizzato, tutte le volte che si trova con combinazioni medio-forti come T7off.

Conclusioni

Nonostante Polk sia riuscito a minimizzare le perdite -un giocatore meno preparato avrebbe perso lo stack-, non si può dire che abbia giocato la mano in modo ottimale. Anche lo shove di Hellmuth è discutibile e appare un po’ troppo ambizioso contro un giocatore competente I piatti multiway sono estremamente complessi da giocare e presentano differenze significative rispetto agli spot HU.

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